Sulla Gazzetta Ufficiale n.71 del 24 marzo 2012 è stata pubblicata la Legge 24 marzo 2012, n.27, di conversione, con modificazioni, del Decreto-legge 24 gennaio 2012, n.1, meglio noto come "decreto liberalizzazioni".

Come è noto, l'articolo 65 del predetto decreto-legge disponeva importanti modifiche al regime di sostegno per gli impianti solari fotovoltaici collocati a terra in aree agricole e sulle serre.

Ebbene, nella conversione in legge è stata confermata, anche se con qualche ritocco, solo la modifica al regime di sostegno per gli impianti solari fotovoltaici collocati a terra in aree agricole, mentre è stata annullata quella al regime di sostegno per gli impianti solari fotovoltaici collocati sulle serre.

Il nuovo, e definitivo, articolo 65 conferma, al comma 1, che agli impianti solari fotovoltaici collocati a terra in aree agricole non è più consentito accedere agli incentivi statali di cui al decreto legislativo 3 marzo 2011, n.28.

Questa disposizione non si applica però agli impianti realizzati e da realizzare su terreni nella disponibilità del demanio militare e agli impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra da installare in aree classificate agricole alla data di entrata in vigore della suddetta legge di conversione (25 marzo 2012) e che hanno conseguito il titolo abilitativo entro la medesima data, a condizione in ogni caso che entrino in esercizio entro 180 giorni dalla predetta data. Quest'ultimi impianti devono comunque rispettare le condizioni di cui ai commi 4 e 5 dell'articolo 10 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n.28, nonché quanto previsto dal comma 6 del medesimo articolo, a condizione che entrino in esercizio entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della suddetta legge di conversione. In pratica, sono stati tutelati, come è giusto che sia, tutti gli investimenti in essere, oltre che favorire -e non è la prima volta- il Ministero della Difesa.

Da segnalare, inoltre, il comma 2 con cui si dispone che l'Autorità per l'energia elettrica e il gas assicuri per ciascuna azienda agricola la priorità di connessione alla rete elettrica per un solo impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili di potenza non superiore ai 200 kW. Il che dovrebbe tradursi nell'ennesima modifica del TICA (articolo 29).

Rispetto al decreto-legge, dove si disincentivava completamente l'installazione di impianti solari fotovoltaici a terra su terreni agricoli e se ne incentivava fortemente l'installazione sulle serre, nella legge di conversione viene confermata la disincentivazione ma non si rilevano più disposizioni che favoriscono il ricorso ad impianti di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile nelle aziende agricole. Eppure da dichiarazioni non molto lontane nel tempo di esponenti del Governo sembrava che si volesse comunque favorire ulteriormente il ricorso ad impianti di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile nel settore agricolo, a patto ovviamente che non si occupassero terreni coltivabili.

Queste modifiche delle modifiche arrivano nel momento in cui si parla -e girano anche delle bozze- di un nuovo Conto Energia, dato che è prossimo il raggiungimento della soglia dei 6 miliardi di euro per il costo indicativo cumulato annuo degli incentivi, che dovrebbe prevedere un forte ridimensionamento degli incentivi agli impianti solari fotovoltaici. Insomma, a questo punto è d'obbligo per il Governo fornire un chiarimento definitivo su quali siano le reali intenzioni sul fronte delle Rinnovabili e più in generale sul piano energetico.

   
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