Dopo 40 anni di ricerca in tutto il mondo, un team di scienziati dell'Università di Manchester ha identificato il meccanismo responsabile del LID (Light Induced Degradation) nei moduli fotovoltaici.

Dopo l'installazione, durante le prime ore di funzionamento, l'efficienza di conversione di un modulo fotovoltaico scende dal 20% al 18% circa, un calo in media del 2% rispetto a quanto previsto dai dati dei flash test finali condotti in fabbrica e forniti dal produttore. Questo fenomeno è noto come Light Induced Degradation (LID).

Combinando una tecnica elettrica ed ottica, nota come "Deep-Level Transient Spectroscopy" (DLTS), il team dell'Università di Manchester ha scoperto l'esistenza di un difetto nel silicio cristallino utilizzato per fabbricare le celle fotovoltaiche che inizialmente giace dormiente. Quando la cella fotovoltaica è investita dalla radiazione solare, questo difetto genera un ostacolo molto efficace che impedisce il flusso dei portatori di carica foto-generati (elettroni). Questo flusso di elettroni è ciò che determina la quantità di energia elettrica che una cella fotovoltaica può erogare a un circuito, pertanto tutto ciò che lo ostacola riduce l'efficienza di conversione della cella fotovoltaica e la quantità di energia elettrica che può essere generata per un determinato livello di radiazione solare.

I ricercatori hanno anche scoperto che l'effetto generato da questo difetto è reversibile, cioè scompare quando il materiale viene riscaldato al buio.

Ora che finalmente è stato individuato il meccanismo responsabile del LID, bisogna passare immediatamente alla fase successiva di elaborazione di una correzione ingegneristica.

 

fonte: PHYS.org

   
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