Uno strato protettivo di resina epossidica aiuta a prevenire la fuoriuscita di sostanze inquinanti dalle celle solari alla perovskite (PSC).

La tecnologia solare alla perovskite è promettente, tuttavia ci sono alcuni ostacoli che frenano la loro commercializzazione, tra questi il potenziale rilascio di inquinanti nell'ambiente, come il piombo, specialmente in condizioni climatiche estreme.

Gli scienziati del Okinawa Institute of Science and Technology Graduate University (OIST) hanno scoperto che l'aggiunta di un polimero "autoriparante" sulla parte superiore di una PSC riduce radicalmente la quantità di piombo che potrebbe fuoriuscire dall'interno della cella solare.

Il team di scienziati ha esplorato diversi strati protettivi per le PSC per capire quale materiale potesse meglio prevenire la perdita di piombo. Hanno esposto le PSC a molte condizioni progettate per simulare il tipo di tempo meteorologico a cui potrebbero essere esposte nella realtà (grandine, pioggia acida, temperatura esterna elevata) e hanno misurato la massima perdita di piombo che si verificava. Alla fine hanno scoperto che uno strato di resina epossidica consentiva solo una piccolissima dispersione di piombo, ordini di grandezza inferiori rispetto agli altri materiali.

La resina epossidica si è rivelata il miglior strato protettivo grazie alle sue proprietà "autoriparanti". Ad esempio, dopo che la sua struttura viene danneggiata dalla grandine, il polimero riformula parzialmente la sua forma originale quando viene riscaldato dalla luce solare: questo aiuta molto a contenere la quantità di piombo che si potrebbe riversare nell'ambiente.

Questa proprietà di 'auto-guarigione' potrebbe addirittura rendere la resina epossidica lo strato di incapsulamento standard per i futuri prodotti fotovoltaici.

 

fonte: Tech Xplore

   
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