È possibile aumentare le vendite di energia elettrica da fonte solare prodotta localmente dalle famiglie consentendo a quest'ultime di operare su una piattaforma peer-to-peer? La risposta a questo quesito è l'obbiettivo del progetto di ricerca Quartierstrom della durata di un anno a Walenstadt in Svizzera.

In generale, i piccoli produttori di energia elettrica da fonte rinnovabile hanno pochissime possibilità di commercializzare da soli la propria energia elettrica: sono obbligati a vendere le loro eccedenze al proprio fornitore di energia elettrica con una tariffa prestabilita.

Nel dicembre 2018 è stato avviato il progetto Quartierstrom, che è il primo del suo genere in Svizzera, con l'obbiettivo di scoprire come funziona in pratica un mercato energetico locale.

Nel distretto Schwemmiweg di Walenstadt, trentasette famiglie hanno creato un mercato energetico locale. Invece di vendere l'energia elettrica in eccesso ai propri vicini attraverso il proprio fornitore di energia, i proprietari di impianti fotovoltaici possono vendere direttamente, bypassando il fornitore. Il prezzo di vendita viene determinato direttamente dai partecipanti al mercato energetico locale in base al rapporto domanda/offerta.

Secondo gli autori del progetto, permettere ai produttori privati ​​di partecipare al commercio di energia potrebbe fornire incentivi finanziari e contribuire a promuovere l'uso di energia pulita generata localmente.

I partner del progetto sono il Bits to Energy Lab - ETH, University of St. Gallen, diverse società del settore energetico e il gestore di rete locale Water and Electricity Works Walenstadt (WEW), che ha reso disponibile la sua rete di distribuzione per il commercio locale durante tutto il progetto.

Nel dettaglio, dei partecipanti al progetto ventotto hanno propri sistemi fotovoltaici, e nove sono puri consumatori, compresa una casa di riposo. I sistemi fotovoltaici producono circa 300.000 kWh all'anno, mentre la domanda effettiva di elettricità dei partecipanti arriva a circa 250.000 kWh. Vengono impiegati diversi sistemi di batterie e Smart Meter appositamente costruiti per misurare continuamente l'energia elettrica generata e consumata dalle singole famiglie. Un software appositamente progettato e implementato esegue le transazioni effettive: queste sono basate sulla tecnologia blockchain che è progettata per garantire che le reti commerciali siano a prova di manomissione.

I partecipanti al mercato energetico locale fissano i loro limiti di prezzo utilizzando un'app: i produttori dichiarano il prezzo che sono disposti ad accettare per la vendita della loro eccedenza di energia elettrica; i consumatori specificano il prezzo massimo che sono disposti a pagare per l'acquisto. Un algoritmo poi determina ogni 15 minuti chi può acquistare energia elettrica da chi. Le famiglie che non sono in grado di trovare un partner con cui fare trading acquistano semplicemente energia dal proprio fornitore di energia elettrica alla tariffa di mercato standard ovvero immettono in rete l'energia elettrica in eccesso alla tariffa vigente.

Finora è emerso che i prezzi fissati variano tra la tariffa di immissione in rete e il prezzo di vendita di elettricità da parte del fornitore, il che è redditizio sia per i produttori che per i consumatori. I risultati dettagliati non saranno disponibili prima che il progetto si concluda nel gennaio 2020.

Il prossimo passo dei ricercatori sarà quello di studiare come i sistemi di accumulo di energia e carichi flessibili come pompe di calore e veicoli elettrici possano servire a bilanciare le fluttuazioni nella produzione di energia.

 

fonte: PHYS.org

   
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