Secondo un recente studio, i moduli solari fotovoltaici montati sui terreni forniscono vantaggi alle colture che si trovano nelle prossimità (co-localizzate).

Sebbene sia una tecnologia molto promettente, l'espansione della tecnologia solare fotovoltaica non è priva di sfide. Le modifiche al paesaggio prodotte dall'installazione sui terreni di moduli solari fotovoltaici, ad esempio, possono avere impatti ambientali negativi, in particolare per il suolo. Infatti, il generatore fotovoltaico può influenzare l'umidità e la distribuzione dei nutrienti nel suolo nonché la capacità di questo di ospitare la vegetazione autoctona. E queste modifiche del suolo possono durare per la durata di vita - 20-30 anni - dell'impianto solare fotovoltaico e addirittura estendersi a lungo oltre la rimozione dell'impianto stesso.

In un articolo, pubblicato di recente per Frontiers in Environmental Science, ricercatori del National Renewable Energy Laboratory (NREL), della Temple University e dell'University of California, Davis, hanno esaminato più da vicino gli effetti che gli impianti solari fotovoltaici installati sui terreni possono avere sulle proprietà del suolo. Inoltre, hanno verificato se una rivegetazione post-installazione possa mitigare con successo gli impatti negativi derivanti al suolo.

I risultati dello studio sono stati:

  • Umidità del suolo - L'umidità del suolo è risultata maggiore nel sito di installazione rispetto ad un qualunque altro sito. I ricercatori ritengono che ciò possa essere attribuito all'ombreggiatura e al riparo dal vento fornito dal generatore fotovoltaico. Inoltre, è stato rilevato che i generatori fotovoltaici possono aumentare l'eterogeneità nella distribuzione dell'umidità, in particolare lungo i bordi bassi dei moduli. Ciò potrebbe comportare implicazioni per l'agricoltura 'co-localizzata', in particolare nei climi aridi.
  • Conduttività idraulica e dimensione dei grani - I ricercatori hanno scoperto che, sebbene non siano state rilevate differenze misurabili nella distribuzione granulometrica tra il terreno del sito di installazione e gli altri terreni, la conduttività idraulica, o la capacità del suolo di drenare l'acqua, è elevata nell'area direttamente sotto i moduli solari fotovoltaici. Ciò potrebbe essere attribuito alla riduzione dei disturbi legati alla manutenzione del sito: il terreno indisturbato è meno compattato e, quindi, è più efficace nel drenare l'umidità.
  • Carbonio e azoto - I ricercatori hanno osservato concentrazioni sostanzialmente più basse dei livelli totali di carbonio e azoto nel suolo del sito di installazione rispetto agli altri terreni, probabilmente causate dalla rimozione del terreno superficiale durante la costruzione dell'impianto. La ricerca ha messo in evidenza che sette anni dopo la costruzione del sito fotovoltaico, il ciclo dei nutrienti non si era ancora ristabilito né il suolo era in grado di sequestrare il carbonio così come era in grado di fare prima dell'installazione dell'impianto. I ricercatori suggeriscono una ricerca a lungo termine per comprendere gli impatti su scala decennale.

In sintesi, dallo studio è emerso che la presenza dei generatori fotovoltaici causa eterogeneità spaziale nell'umidità del suolo, ovvero i moduli solari fotovoltaici determinano sotto di essi aree concentrate di umidità nel terreno a causa della loro posizione e orientamento. Addirittura, i moduli solari fotovoltaici possono essere strategicamente orientati per guidare la pioggia verso o lontano dal suolo sottostante, soddisfacendo le esigenze di irrigazione di diversi tipi di colture. Inoltre, poiché il terreno non compatto sotto i moduli permette di drenare rapidamente l'umidità, potrebbe servire come uno spazio di crescita adatto per colture resistenti alla siccità.

Un aspetto importante di questa ricerca è che i moduli solari fotovoltaici potrebbero essere utilizzati per ridistribuire le precipitazioni, con implicazioni positive per la 'co-localizzazione' di colture agricole.

 

 

fonte: National Renewable Energy Laboratory

   
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