Con il termine biomassa si intende tutto ciò che ha matrice organica, con esclusione delle plastiche e dei materiali fossili.
La biomassa utilizzabile ai fini energetici consiste in tutti quei materiali organici che possono essere utilizzati direttamente come combustibili ovvero trasformati in altre sostanze (solide, liquide o gassose) di più facile utilizzo negli impianti di conversione energetica.
Le più importanti tipologie di biomassa sono : rifiuti solidi urbani, scarti mercatali, scarti delle aziende zootecniche, residui forestali, scarti dell'industria di trasformazione del legno.
Si stà inoltre diffondendo con sempre maggiore rilevanza la pratica di destinare alcune zone rurali esclusivamente a colture dedicate alla produzione di biomasse per scopi energetici sia di tipo agricolo che forestale-legnoso.
La biomassa è la seconda maggior fonte rinnovabile per la generazione di energia elettrica dopo l'idroelettrico, attestandosi intorno al 15-20% dell'offerta dell'energia primaria mondiale, ma il reale potenziale energetico di tale fonte non è ancora pienamente sfruttato.
Per i prossimi 30 anni ci si aspetta una triplicazione della produzione mondiale di energia elettrica proveniente da biomassa.
Le tecnologie attualmente disponibili per la conversione energetica delle biomasse sono:
  • combustione diretta
  • carbonizzazione
  • pirolisi
  • gassificazione
  • digestione anaerobica
  • digestione aerobica
  • fermentazione alcoolica
  • estrazione di olii e produzione di biodiesel
  • steam explosion
Quelle molto interessanti, perchè possono trovare un vasto impiego, sono la digestione anaerobica, la fermentazione alcoolica, la produzione di biodiesel.
La digestione anaerobica, processo di conversione biochimica, avviene in assenza di ossigeno e consiste nella demolizione, ad opera di micro-organismi, di sostanze organiche complesse (lipidi, protidi, glucidi) contenute nei vegetali e nei sottoprodotti di origine animale, che produce un gas costituito per il 50-70% da metano e per la restante parte da CO2.
Il gas così prodotto viene raccolto, essiccato, compresso e immagazzinato e può essere utilizzato come combustibile per alimentare caldaie a gas per produrre calore ovvero motori a combustione interna per produrre energia elettrica o trazione.
Al termine del processo di fermentazione nell'effluente si conservano integri i principali elementi nutritivi (azoto, fosforo, potassio) già presenti nella materia prima risultando così un ottimo fertilizzante.
Gli impianti a digestione anaerobica possono essere alimentati mediante la frazione organica dei rifiuti solidi urbani, i rifiuti alimentari, i rifiuti civili e le deiezioni animali.
Quindi con questi impianti è possibile realizzare obiettivi importanti :

1. smaltimento dei rifiuti organici
2. produzione di una fonte di energia (metano)
3. riduzione di emissione nell'atmosfera di un potente gas serra (metano)


La fermentazione alcoolica è un processo micro-aerofilo che opera la trasformazione dei glucidi, contenuti nei prodotti vegetali (cereali, colture zuccherine, amidacei e vinacce), in etanolo (bioetanolo)
L'etanolo è un prodotto utilizzabile nei motori a combustione interna miscelato alla benzina in percentuali fino al 20% senza modificare il motore ovvero puro nei motori Flex.
Tra i prodotti alternativi agli idrocarburi quello che mostra il miglior compromesso tra prezzo, disponibilità e prestazioni è proprio l'etanolo.
L'U.E. ha stabilito che entro il 2020 i combustibili per autotrazione saranno costituiti per il 10% da biocarburanti (in altri paesi come il Brasile e l'Argentina siamo quasi al 100%) per cui negli anni è logico attendersi una forte domanda di etanolo come fonte di energia per autotrazione e quindi una diffusione di colture da cui ricavare etanolo e una diffusione di impianti a fermentazione alcoolica.
Gli impianti per l'estrazione di olii in pratica estraggono olii da piante oleaginose (soia colza, girasole ecc.) che possono essere utilizzati come combustibili oppure per generare altri combustibili come il biodiesel.
Il loro utilizzo ha destato ormai da tempo un notevole interesse perchè consentono di produrre, a costi contenuti, carburanti  per autotrazione a bassissimo impatto ambientale.
Lo sfruttamento a fini energetici delle biomasse rappresenta, in particolare per l'Italia, un importante giacimento energetico potenziale, che potrebbe permettere di ridurre la vulnerabilità nell'approvvigionamento delle risorse energetiche e limitare l'importazione di energia elettrica e di idrocarburi a patto però di non sostituire colture agricole destinate all'alimentazione.
La difficoltà di sviluppo del settore è legata al superamento di barriere non-tecniche: costi di investimento ancora elevati (anche se si stà diffondendo la volontà politica di incentivare con finanziamenti pubblici), diffusione delle informazioni.
Il costo dell'energia da biomassa è ormai competitivo rispetto a quello derivante da fonti fossili mentre in termini ambientali non ci sono paragoni:  la biomassa è pulita, rinnovabile e non contribuisce all'effetto serra, poichè la quantità di anidride carbonica rilasciata durante la decomposizione sia che essa avvenga naturalmente, sia per effetto della conversione energetica, è equivalente a quella assorbita durante la crescita della biomassa.
In tale ottica, quindi, aumentare la quota di energia prodotta mediante l'uso di biomasse può contribuire alla riduzione della CO2 emessa in atmosfera.

   
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